Errata corrige: nell’articolo abbiamo attribuito all’assessore Poles deleghe al commercio che quanto pare competono al sindaco. A lui spettano solo le deleghe alle “Luminarie”.Pertanto abbiamo provveduto a modificare la dicitura. Noi a differenza di altri se sbagliamo ammettiamo l’errore e correggiamo
Con l’arrivo delle festività natalizie, il Comune ha inviato a commercianti, aziende e professionisti una lettera – firmata dal Sindaco – per chiedere contributi economici destinati alle luminarie e agli eventi. Una richiesta formale, con tanto di modulo da restituire entro il 30 novembre.
I commercianti ce l’hanno mostrata.
In Consiglio Comunale la scena surreale: l’assessore alle “Luminarie” Commercio Poles “non sa nulla”
Nel Consiglio Comunale del 26 novembre, alla semplice
domanda se l’Amministrazione avesse inviato questa comunicazione, l’assessore
alle Luminarie Commercio Poles ha negato persino di esserne a conoscenza.
Testuali parole dell’assessore:
“Non ho riscontro di questa richiesta. Se gli uffici l’hanno
fatto, l’hanno fatto in modo autonomo. A me non hanno scritto niente.”
Una dichiarazione che lascia senza parole.
Come è possibile che l’assessore non sappia di una lettera
rivolta proprio ai commercianti?
Possibile che si chiedano soldi agli operatori economici e l’assessore, invece
di assumersi responsabilità, dica di non saperne nulla?
Solo dopo l’imbarazzo generato da questa risposta, il
Sindaco ha ammesso l’esistenza della lettera — ma anche lui ha preferito
minimizzare, affermando che “non c’è stato riscontro”.
Il capolavoro amministrativo: la politica firma, gli
uffici colpevoli
La parte più grave è proprio lo scaricabarile che ne è
seguito.
Sindaco e assessore hanno tentato di attribuire la responsabilità “agli
uffici”, come se la politica non avesse alcun ruolo nelle comunicazioni
ufficiali del Comune.
Peccato che la lettera sia firmata dal Sindaco.
E non esiste ufficio che invii una lettera a nome del Sindaco… senza che il
Sindaco lo sappia.
La contraddizione è evidente:
- agli
operatori economici si manda una richiesta ufficiale;
- in
Consiglio si finge di non sapere;
- e si
accusa l’ufficio di aver agito “autonomamente”.
Un copione già visto, ma che questa volta sfiora
l’incredibile.
Decisioni prese senza confronto e presentate come già
definite
Nella lettera compaiono elementi tutt’altro che marginali:
orari di apertura estesi, occupazione gratuita del suolo pubblico e persino
chiusura al traffico delle vie centrali durante gli eventi.
Misure che impattano direttamente sul lavoro dei commercianti.
Eppure, non solo il confronto preventivo non c’è stato,
ma in Aula si è anche negata l’esistenza stessa della comunicazione.
Il tutto, senza un programma degli eventi, senza date, senza
luoghi, senza informazioni. Ai commercianti si chiede un contributo “al buio”.
Così non si costruisce un rapporto con il commercio
locale
La collaborazione pubblico–privato richiede trasparenza,
ascolto e responsabilità politica. Qui, invece, abbiamo assistito a:
- una
richiesta di denaro senza alcuna condivisione;
- un
assessore che nega e scarica su altri;
- un
Sindaco che conferma ma minimizza;
- uffici
tirati in ballo per coprire incoerenze politiche.
Un modo di agire che genera sfiducia e mette in difficoltà
chi, ogni giorno, tiene aperte le proprie attività nel nostro paese.
Dopo il Distretto del Commercio… era questo il nuovo
metodo di lavoro?
Se questo è il modello di gestione del rapporto con i
commercianti, c’è davvero da preoccuparsi.
Il dialogo dovrebbe essere il punto di partenza, non un optional da sacrificare
quando emergono imbarazzi e contraddizioni. Da Distretto del Commercio a
Distruzione del Commercio
vi mettiamo il link del Consiglio Comunale potete verificare al minuto 30 https://www.youtube.com/live/yctVKIAHMOw
riportiamo la lettera che hanno ricevuto i commercianti


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