Videosorveglianza a Vittuone: funzionano ma non sono collegate

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mercoledì 10 dicembre 2025

Il nuovo poliambulatorio voluto dalla sindaca Bonfadini: i dubbi dei cittadini e le nostre verifiche

 

Negli ultimi mesi decine di cittadini ci hanno contattato per esprimere perplessità riguardo al nuovo centro ambulatoriale promosso dall’amministrazione Bonfadini. Le segnalazioni raccolte parlano di un progetto percepito come costoso, non necessario e avviato in un momento in cui le priorità del paese sarebbero altre.

Noi de "La Voce di Vittuone" abbiamo approfondito verificando le determine comunali e la documentazione disponibile: i numeri confermano che i costi continuano ad aumentare.


Un investimento che parte già altissimo

Gli atti comunali evidenziano una spesa iniziale molto significativa:

  • € 300.000,00 con determinazione n. 335 del 10/07/2023
  • ulteriori € 150.000,00 con determinazione n. 541 del 17/11/2023

Totale iniziale: € 450.000,00.

Per molti cittadini si tratta di una cifra che richiederebbe una logica estremamente chiara e condivisa, soprattutto considerando che l’immobile non è nato per finalità sanitarie.


Un cantiere che continua ad assorbire risorse

Le nostre verifiche mostrano che, in corso d’opera, si sono aggiunte nuove spese:

  • 20/11/2025 – D.D. 703
    € 2.569,60 – nuovo allaccio idrico
  • 17/11/2025 – D.D. 693
    € 17.537,10 – integrazione incarico tecnico-professionale
  • 13/11/2025 – D.D. 683
    € 5.246,00 – sistemazione aree verdi
  • 07/11/2025 – D.D. 675
    € 24.684,84 – opere extra manutenzione straordinaria

Le sole integrazioni superano i 50.000 euro, portando l’investimento complessivo vicino alla cifra di MEZZO MILIONE di euro.

i cittadini ci hanno scritto dicendo: “Sembra un progetto che cresce a vista d’occhio, senza una programmazione precisa.”


La domanda più frequente: “Ma non abbiamo già un ambulatorio?”

Uno dei punti su cui i cittadini insistono maggiormente riguarda la reale utilità di questa nuova struttura, considerando che:

  • esiste già un ambulatorio funzionante,
  • a pochi metri sorgerà la Casa di Comunità regionale, che erogherà servizi sanitari molto simili.

Proprio su questo punto, un passaggio pubblico della stessa sindaca Bonfadini — contenuto in un post sui suoi canali social — ha attirato l’attenzione.

La prima cittadina ha infatti condiviso l’elenco dei servizi che verranno attivati all’interno delle nuove Case di Comunità finanziate con fondi PNRR, dichiarando che offriranno:

servizi infermieristici, guardia medica, centro prelievi, centro prenotazioni, ambulatori medici rivolti particolarmente ai malati cronici, consultorio, vaccinazioni

E ha aggiunto che:

Tra queste c'è la Casa di Comunità di Vittuone, che sorgerà in via Isonzo nei pressi del sottopasso ferroviario.”

leggendo ciò, ecco la sorpresa: diversi dei servizi menzionati sono già offerti oggi dal poliambulatorio esistente e sono previsti anche nel nuovo.

Per questo i residenti parlano apertamente di un doppione annunciato, e si chiedono quale senso abbia investire centinaia di migliaia di euro per replicare servizi che la Casa di Comunità — indicata dalla stessa sindaca — erogherà con fondi regionali e strutture adeguate.


Perché investire in un edificio non nato per servizi sanitari?

Le domande sono ricorrenti:

  • Perché destinare risorse comunali a un poliambulatorio nuovo quando ce n’è già uno funzionante?
  • Perché costruire un secondo poliambulatorio a poche decine di metri da una Casa di Comunità regionale, completa e finanziata da fondi PNRR?
  • Perché scegliere proprio un edificio che richiede continui interventi e adeguamenti?

Dai documenti verificati l’opera continua a generare costi aggiuntivi, mentre altre strutture del paese rimangono ferme.


Il fronte più doloroso per i cittadini: il Centro Sportivo chiuso

Nelle segnalazioni quasi tutte contengono un paragone inevitabile:

il Centro Sportivo — con piscina, palestra e impianti utilizzati per anni da famiglie, ragazzi e associazioni — è ancora chiuso dopo ben 5 anni.


non risulta alcuna determinazione che destini risorse alla sua sistemazione o riapertura, mentre l’impegno economico per il nuovo poliambulatorio cresce senza sosta.


Conclusione

Dalle voci raccolte tra i cittadini e dalle verifiche compiute sulle determine comunali, emerge un quadro che solleva molte perplessità.

L’opera, per come si sta evolvendo, rischia di apparire come:

  • costosa,
  • sovrapposta a servizi già presenti o imminenti,
  • poco motivata nelle sue scelte strategiche,
  • e in contrasto con altre necessità più urgenti del paese.

La sensazione diffusa tra i cittadini è molto chiara: il nuovo poliambulatorio rischia di rappresentare un esempio emblematico di risorse investite senza una visione coerente del territorio e delle sue reali esigenze.



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