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giovedì 12 marzo 2026

Mezzo milione per via Zara: ma a cosa servirà davvero?

 Prorogato fino al 31 maggio il servizio di prelievi in via Gramsci mentre la palazzina di via Zara, costata circa 500 mila euro, non è ancora operativa.

Con la delibera di Giunta n. 31 del 26 febbraio 2026, l’amministrazione comunale ha deciso di rinnovare fino al 31 maggio 2026 la concessione dell’ambulatorio medico di via Gramsci, dove vengono svolti i servizi di prelievi ematici e infermieristici di base.

La motivazione è garantire la continuità di un servizio importante per i cittadini, soprattutto per anziani e persone fragili, almeno fino all’attivazione della futura Casa di Comunità, struttura sanitaria pubblica ancora in fase di realizzazione.

Fin qui nulla da dire sulla necessità di mantenere un servizio utile alla popolazione. La questione però solleva una domanda che molti cittadini si pongono: che fine farà la palazzina di via Zara?

Negli ultimi anni l’amministrazione ha infatti deciso di ristrutturare proprio quell’edificio, con un investimento di circa 500 mila euro, con l’obiettivo di ospitare servizi sanitari di questo tipo. Una scelta che fin dall’inizio aveva suscitato diverse perplessità tra cittadini e opposizione. Il motivo era semplice: nello stesso periodo era già prevista la Casa di Comunità, struttura sanitaria destinata a offrire servizi territoriali molto simili, tra cui proprio attività ambulatoriali e infermieristiche.

Per questo in molti si chiedevano: ha senso spendere mezzo milione di euro per servizi che tra poco saranno garantiti da una struttura sanitaria pubblica?

A rendere la situazione ancora più incerta c’è il fatto che la palazzina di via Zara, che secondo le dichiarazioni dell’amministrazione avrebbe dovuto essere pronta prima dell’estate scorsa, non risulta ancora operativa.

Nel frattempo, il Comune è costretto a prorogare il servizio nell’attuale sede di via Gramsci fino al 31 maggio 2026, una data che coincide con la fine del mandato dell’attuale amministrazione.

La stessa delibera ammette che il rinnovo avviene “nelle more di attivazione dei nuovi servizi presso la Casa di Comunità”. In altre parole, lo stesso Comune riconosce che quella struttura offrirà sul territorio servizi analoghi.

Ed è proprio questo il punto: non è esattamente ciò che cittadini e opposizione sostenevano da tempo?

Se la Casa di Comunità offrirà già queste prestazioni, che ruolo avrà la palazzina di via Zara? E soprattutto: era davvero necessario spendere 500 mila euro per ristrutturarla?

Il tema diventa ancora più delicato se si guarda ad altre situazioni del paese. Il palazzetto dello sport, ad esempio, resta chiuso da tempo per mancanza di risorse per gli interventi necessari. Eppure, nel frattempo, mezzo milione di euro è stato investito in una struttura il cui utilizzo oggi appare incerto.

Il problema non è il servizio di prelievi – che tutti riconoscono come utile – ma la mancanza di una visione chiara e di una vera programmazione. Quando si amministrano risorse pubbliche servono scelte coerenti e capacità di pianificazione.

Altrimenti il rischio è quello che molti cittadini oggi percepiscono: soldi pubblici spesi senza una strategia chiara per il futuro dei servizi del territorio.

E mentre il mandato amministrativo si avvia alla conclusione, una domanda resta aperta:
che cosa diventerà davvero la palazzina di via Zara?



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