Negli ultimi giorni diversi cittadini ci hanno interpellato in merito alla questione del PGT, tornata al centro del dibattito politico dopo le recenti notizie e le dichiarazioni del vicesindaco Marcioni, secondo cui il nuovo Piano di Governo del Territorio “mette al centro la persona” e porterà “più verde” a Vittuone.
È doveroso però fare chiarezza su un punto fondamentale: questa amministrazione, ormai a fine mandato, forse porterà in Consiglio comunale soltanto l’adozione del PGT. Non l’approvazione definitiva. Un passaggio non secondario, perché significa che l’iter resterà incompiuto e che la responsabilità di concluderlo – con tutte le possibili conseguenze tecniche e amministrative – ricadrà sulla prossima amministrazione, quella che uscirà dalle elezioni del 24 maggio. Un’eredità pesante, che potrebbe tradursi in un rallentamento o addirittura in un blocco di alcune attività.
La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: com’è possibile che dopo quasi sei anni di governo del paese si arrivi agli ultimi due mesi di mandato per portare in adozione delle variazioni al PGT? Variazioni che vengono presentate come un grande successo politico, ma che in realtà sembrano limitarsi ad adeguamenti normativi e alla sistemazione di alcune situazioni pregresse.
Per quanto riguarda il tanto annunciato “più verde”, è bene precisare che non si tratta di aree strappate al cemento o di nuove demolizioni per restituire spazi alla comunità. Le aree indicate come verdi, in larga parte, sono già oggi verdi e con ogni probabilità lo sarebbero rimaste anche senza questa variante. Parlare di svolta epocale appare quindi quantomeno eccessivo.
Resta poi da chiarire cosa significhi, concretamente, un PGT “che guarda alla persona”. Se l’obiettivo era davvero mettere al centro i cittadini, questo avrebbe dovuto riflettersi nell’azione amministrativa degli ultimi cinque anni. E invece Vittuone si ritrova con strutture chiuse, come la piscina comunale: una struttura per la quale il Comune ha sostenuto costi per rientrarne in possesso e che oggi continua a pesare sulle casse pubbliche pur restando inutilizzata, deteriorandosi mese dopo mese.
Nel frattempo i servizi aumentano di costo – e non da oggi, ma dal prossimo settembre – lasciando un’ulteriore eredità alla prossima amministrazione. Un’amministrazione davvero attenta alle persone avrebbe dovuto investire nel recupero e nella riapertura delle strutture, nel contenimento dei costi per le famiglie, nella cura del decoro urbano, nella pulizia e nell’efficienza dei servizi. Elementi che molti cittadini, oggi, faticano a riconoscere nel paese.
Alla luce di tutto questo, l’operazione PGT appare più come un intervento di facciata, utile a costruire una narrazione positiva in vista dell’imminente appuntamento elettorale, che come una vera pianificazione strategica per il futuro di Vittuone. Fa inoltre riflettere il fatto che, per arrivare a questo risultato, si sia reso necessario incaricare un assessore esterno al paese, scelta che solleva interrogativi anche sul coinvolgimento e sulla valorizzazione delle competenze locali.
Il 24 maggio i cittadini saranno chiamati a esprimersi. E forse, al di là degli slogan, sarà proprio l’esperienza concreta di questi cinque anni a orientare la loro valutazione su quale direzione dovrà prendere Vittuone nel prossimo futuro.

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