Il Sindaco Bonfadini ha annunciato con enfasi di aver “accolto le richieste di tanti genitori”, attivando il servizio di post-scuola anche alla scuola dell’infanzia Aldo Moro. Un servizio avviato per 9 bambini, nonostante la soglia minima fosse di 10 iscritti. Una scelta che evidentemente è stata ritenuta sostenibile, almeno in quel caso.
Eppure, nei commenti allo stesso annuncio, il Sindaco risponde a un genitore spiegando che alla materna Don Milani il servizio di pre-scuola non è stato attivato perché non sarebbe stato raggiunto il numero minimo. Due pesi e due misure? Le “tante richieste” diventano quindi opinabili e flessibili a seconda delle convenienze?
Se 9 iscritti vanno bene per attivare un educatore, difficile comprendere perché non si possa fare uno sforzo analogo quando gli iscritti sono leggermente meno. La sensazione è che l’“aiuto concreto per conciliare lavoro e famiglia”, come recita lo slogan del Sindaco, valga a geometria variabile.
Un’amministrazione davvero attenta alle esigenze reali delle famiglie avrebbe valutato la continuità del servizio e l’impatto sulle vite di chi lavora. Ricordiamo inoltre che si tratta di un servizio a pagamento per le famiglie: chi ne ha necessità ora rischia di dover pagare terzi per portare i figli a scuola o di utilizzare permessi lavorativi.
Prima di proclamare aiuti sociali e supporti concreti, sarebbe opportuno evitare slogan e assumere un approccio più serio e pragmatico verso le famiglie del territorio.

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