Nei giorni che precedono il
Natale l’amministrazione Bonfadini affida a Facebook il racconto della propria
azione politica. Il 19 dicembre la sindaca annuncia con soddisfazione
l’estinzione anticipata di 16 mutui comunali, per un’operazione da oltre 1,1 milioni
di euro che – a suo dire – rafforzerebbe i conti del Comune e permetterebbe di
investire di più, ogni anno, nella qualità dei servizi e nella “cura di
Vittuone”. Pochi giorni dopo, il 24 dicembre, arriva il post sul Bilancio di
Previsione 2026: priorità chiare, sociale e scuola, manutenzione del
territorio, scelte “serie e concrete” per difendere i servizi essenziali e
rispondere alle necessità della comunità.
Parole rassicuranti, slogan ben
confezionati, ma che purtroppo non trovano riscontro nei fatti. Perché se
davvero sociale e scuola fossero al centro dell’azione amministrativa, oggi non
ci troveremmo a commentare l’ennesima esclusione di famiglie dai servizi
educativi di base.
Il servizio di pre e post scuola,
ad esempio, non è stato attivato in tutti i plessi: prima perché – viene detto
– non si sarebbe raggiunto il numero minimo di iscritti, poi perché in altri
casi si sarebbe addirittura superato il numero massimo. Una contraddizione che
lascia spazio a una sola domanda: dov’è l’aiuto concreto alle famiglie? Dov’è
quella attenzione al sociale tanto sbandierata nei comunicati e nei post?
L’amministrazione si vanta di
aver attivato un servizio, ma solo quando questo risulta economicamente
vantaggioso. E allora viene spontaneo chiedersi se l’obiettivo sia davvero
rispondere ai bisogni della comunità o semplicemente far tornare i conti e poterlo
raccontare sui social. Il sociale non può essere trattato come una voce di
bilancio da attivare solo se conveniente: è una responsabilità politica e
morale.
Abbiamo ascoltato in passato
dichiarazioni accorate, persino commosse, da parte del vicesindaco Marcioni sul
tema del sociale. Ma oggi, nei fatti, dove si è tradotto tutto questo? E le
risorse che la sindaca dice di destinare al sociale, dove sono finite? Nei post
o nella vita quotidiana dei cittadini?
Prima di accusare altri di fare propaganda, l’amministrazione Bonfadini dovrebbe fermarsi ad ascoltare davvero i cittadini che si stanno lamentando. Se non credono alle critiche che arrivano dall’opposizione o dalla società civile, escano dal palazzo comunale, parlino con le famiglie, con i genitori che ogni giorno fanno i conti con servizi mancanti o insufficienti. Perché la distanza tra la propaganda e la realtà, a Vittuone, sta diventando sempre più evidente.

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