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lunedì 2 febbraio 2026

Bilanci, mutui e propaganda: quando gli slogan non bastano

 

Nei giorni che precedono il Natale l’amministrazione Bonfadini affida a Facebook il racconto della propria azione politica. Il 19 dicembre la sindaca annuncia con soddisfazione l’estinzione anticipata di 16 mutui comunali, per un’operazione da oltre 1,1 milioni di euro che – a suo dire – rafforzerebbe i conti del Comune e permetterebbe di investire di più, ogni anno, nella qualità dei servizi e nella “cura di Vittuone”. Pochi giorni dopo, il 24 dicembre, arriva il post sul Bilancio di Previsione 2026: priorità chiare, sociale e scuola, manutenzione del territorio, scelte “serie e concrete” per difendere i servizi essenziali e rispondere alle necessità della comunità.

Parole rassicuranti, slogan ben confezionati, ma che purtroppo non trovano riscontro nei fatti. Perché se davvero sociale e scuola fossero al centro dell’azione amministrativa, oggi non ci troveremmo a commentare l’ennesima esclusione di famiglie dai servizi educativi di base.

Il servizio di pre e post scuola, ad esempio, non è stato attivato in tutti i plessi: prima perché – viene detto – non si sarebbe raggiunto il numero minimo di iscritti, poi perché in altri casi si sarebbe addirittura superato il numero massimo. Una contraddizione che lascia spazio a una sola domanda: dov’è l’aiuto concreto alle famiglie? Dov’è quella attenzione al sociale tanto sbandierata nei comunicati e nei post?

L’amministrazione si vanta di aver attivato un servizio, ma solo quando questo risulta economicamente vantaggioso. E allora viene spontaneo chiedersi se l’obiettivo sia davvero rispondere ai bisogni della comunità o semplicemente far tornare i conti e poterlo raccontare sui social. Il sociale non può essere trattato come una voce di bilancio da attivare solo se conveniente: è una responsabilità politica e morale.

Abbiamo ascoltato in passato dichiarazioni accorate, persino commosse, da parte del vicesindaco Marcioni sul tema del sociale. Ma oggi, nei fatti, dove si è tradotto tutto questo? E le risorse che la sindaca dice di destinare al sociale, dove sono finite? Nei post o nella vita quotidiana dei cittadini?

Prima di accusare altri di fare propaganda, l’amministrazione Bonfadini dovrebbe fermarsi ad ascoltare davvero i cittadini che si stanno lamentando. Se non credono alle critiche che arrivano dall’opposizione o dalla società civile, escano dal palazzo comunale, parlino con le famiglie, con i genitori che ogni giorno fanno i conti con servizi mancanti o insufficienti. Perché la distanza tra la propaganda e la realtà, a Vittuone, sta diventando sempre più evidente.




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