Non programmazione, ma rincorsa: decisioni obbligate che arrivano troppo tardi, presentate come trionfi.
La recente nota del sindaco Bonfadini, in cui si rivendicano i risultati raggiunti sul fronte dell’assistenza educativa e della gestione finanziaria, offre certamente spunti di riflessione. Ma, come spesso accade, la differenza tra narrazione e realtà merita di essere approfondita.
Il dettaglio dimenticato
Nel bilancio 2025 l’amministrazione non aveva rispettato l’obbligo di legge di destinare almeno il 10% all’estinzione dei mutui. Un “particolare” corretto soltanto dopo le osservazioni sollevate dai consiglieri di opposizione. Oggi quello stesso obbligo viene presentato come scelta virtuosa.
La scelta che poteva arrivare prima
L’uso dell’avanzo di amministrazione per alleggerire i mutui non è un’idea nuova. L’opposizione la propone da anni, ricevendo sempre un netto rifiuto. Solo ora, quando l’avanzo non può più essere utilizzato per finanziare opere, la soluzione diventa improvvisamente praticabile. È legittimo chiedersi perché non sia stata adottata prima, quando avrebbe potuto produrre benefici immediati per i cittadini.
Il racconto dei “buoni”
La comunicazione ufficiale punta a costruire l’immagine di un’amministrazione attenta, che non lascia indietro nessuno e che libera risorse preziose. Ma l’impressione è che si tratti più di un’aggiustatura tardiva che di una strategia lungimirante. Non programmazione, dunque, ma gestione del necessario.
Uno sguardo oltre la retorica
Chi osserva con attenzione i bilanci comunali sa che le vere sfide si vincono con la coerenza delle scelte e con la capacità di guardare oltre l’immediato. È su questo terreno che i cittadini valuteranno l’operato dell’amministrazione: non sulle dichiarazioni, ma sulla capacità di anticipare i problemi invece di inseguirli.

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