Dopo le vostre richieste abbiamo fatto le opportune verifiche. Sul servizio di pre e post scuola emergono scelte che vanno tutte nella stessa direzione: nessun alleggerimento dei costi e aumenti già decisi, rinviati nel tempo e lasciati in eredità alla prossima amministrazione.
Con la delibera di Giunta n. 166
del 27 novembre 2025, l’amministrazione guidata dalla sindaca Bonfadini ha
fissato le tariffe del servizio per il 2026, con aumenti generalizzati da
Settembre 2026
Pre e post scuola: ecco quanto
aumentano le tariffe da settembre 2026
Confronto costi mensili (pre + post scuola)
Fascia ISEE 3 – da 0 a 5.840 €
- fino
a giugno 2026: 42,25 €
- da
settembre 2026: 46,48 €
➡️ +4,23 € al mese (+10%)
Fascia ISEE 2 – da 5.840,01 a 12.577,61 €
- fino
a giugno 2026: 46,48 €
- da
settembre 2026: 51,12 €
➡️ +4,64 € al mese (+10%)
Fascia ISEE 1 – oltre 12.577,61 €
- fino
a giugno 2026: 50,00 €
- da
settembre 2026: 55,00 €
➡️ +5,00 € al mese (+10%)
Aumenti chiari, scritti nero su
bianco, che entreranno in vigore dopo la fine della legislatura, prevista per
la primavera 2026. Ancora una volta, una scelta politica che rinvia il conto al
futuro, ma lo rende certo per le famiglie.
Anche su questo fronte tornano
alla mente le tante dichiarazioni sul tema del sociale e del sostegno alle
famiglie.
Il vicesindaco Marcioni, che
spesso richiama l’attenzione alle politiche sociali, e l’assessore
all’istruzione Francesca Ceriani, che più volte ha parlato di attenzione ai
bisogni delle famiglie, oggi risultano protagonisti di scelte che vanno in
tutt’altra direzione.
Le fasce ISEE non vengono
riviste, nonostante da tempo si parli della necessità di renderle più eque.
Chi supera di poco la soglia dei
12.500 euro di ISEE viene collocato nella fascia più alta e chiamato a pagare
il massimo, senza correttivi significativi.
Il risultato è sempre lo stesso:
costi in aumento, regole più
rigide e famiglie che si trovano a dover fare i conti con decisioni già prese.
Pre e post scuola sono un
servizio di supporto importante per molte famiglie che lavorano.
E proprio per questo meriterebbero scelte più attente, coerenti e condivise.
Perché, ancora una volta, a pagare sono sempre le stesse famiglie.

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