Vittuone, al via il servizio di apertura e chiusura di cinque parchi pubblici

A poco più di tre mesi dall’insediamento, la nuova Amministrazione ha completato la procedura per affidare il servizio, dando risposta alle ...

giovedì 17 settembre 2026

Vittuone, al via il servizio di apertura e chiusura di cinque parchi pubblici

A poco più di tre mesi dall’insediamento, la nuova Amministrazione ha completato la procedura per affidare il servizio, dando risposta alle segnalazioni arrivate dalla cittadinanza

VITTUONE – A poco più di tre mesi dall’insediamento, la nuova Amministrazione comunale ha completato la procedura per l’affidamento del servizio di apertura e chiusura di cinque parchi pubblici.

Il provvedimento riguarda il Parco A. Lincoln, il Parco della Resistenza, il Parco Antonio Gramsci, il Parco Santa Gianna Beretta Molla e il Parco storico di Villa Venini.

La decisione arriva dopo che, nel mese di giugno, l’Ufficio Tecnico aveva ricevuto diverse segnalazioni da parte della cittadinanza relative ad atti di vandalismo all’interno dei parchi e alle strutture presenti, oltre a schiamazzi notturni e abbandono di sporcizia e spazzatura.

Il fine indicato nella determinazione è quello di garantire la sicurezza pubblica e prevenire atti di vandalismo al patrimonio comunale all’interno dei parchi pubblici.

La determina prevede che l’inizio del servizio avvenga entro un giorno dalla conferma dell’ordine. Ora si attende la comunicazione dell’Amministrazione relativa all’avvio operativo e alla data dalla quale partiranno effettivamente le aperture e le chiusure dei cinque parchi.

Con questo intervento viene così individuata una soluzione concreta a una questione che da anni era stata sollevata dai cittadini, rispondendo alla richiesta di una maggiore regolamentazione degli spazi verdi nelle ore serali.




martedì 15 settembre 2026

Piazza Italia, la fontana sarà riqualificata con una nuova area verde


La nuova Amministrazione interviene su uno spazio oggi non funzionante per restituirgli una nuova funzione


VITTUONE – A poco più di tre mesi dall’insediamento, la nuova Amministrazione comunale ha completato l’iter per la riqualificazione della fontana di piazza Italia, oggi non funzionante e non conveniente da riparare.


L’intervento prevede la realizzazione di una fioriera decorativa all’interno delle vasche della fontana, il ripristino delle aiuole a verde già esistenti, un nuovo impianto di irrigazione e la piantumazione di essenze floreali.


La decisione è contenuta nella determinazione dirigenziale n. 482 del 31 agosto 2026 del Settore Programmazione e Gestione Opere Pubbliche. Nel provvedimento la fontana viene descritta come sottoutilizzata, non funzionante ed economicamente non conveniente e non riparabile.


La riqualificazione prevede quindi di trasformare le vasche esistenti in una nuova area a verde, intervenendo anche sulle aiuole già presenti. La finalità indicata nell’atto è quella di migliorare il decoro urbano e l’igiene ambientale di piazza Italia.


I lavori sono già entrati nella fase preliminare, con le prime attività propedeutiche alla realizzazione dell’intervento.


Il progetto porterà così alla trasformazione dell’attuale fontana in uno spazio a verde, modificandone la funzione e l’aspetto all’interno di piazza Italia.

lunedì 14 settembre 2026

A Vittuone lo sport continua: sabato arriva la Color Race


VITTUONE- Archiviato il weekend di “Back to Sport”, Vittuone non si ferma e torna a parlare di sport, movimento e socialità. Sabato 19 settembre al Parco Aldo Lincoln è infatti in programma la Color Race Vittuone, una corsa non competitiva organizzata dall’ASD Atletica ’99 con il patrocinio del Comune.

Si tratta di un appuntamento pensato per vivere lo sport in modo leggero e divertente, aperto a chiunque voglia partecipare e trascorrere un pomeriggio all’insegna del movimento e della condivisione. Il percorso previsto è di 4 chilometri, senza l’obiettivo della competizione ma con quello di stare insieme e divertirsi.

Il ritrovo è fissato alle 16.30 al Parco Lincoln, da dove prenderà il via la manifestazione. Durante la corsa, i partecipanti saranno coinvolti nella caratteristica atmosfera della Color Race, con i colori che accompagneranno il percorso.

L’iniziativa arriva a pochi giorni dalla grande partecipazione al weekend “Back to Sport” e conferma la volontà di mantenere alta l’attenzione sullo sport come occasione di benessere, aggregazione e vita di comunità.

Per Vittuone, dunque, lo sport continua anche dopo il weekend dedicato alle associazioni sportive: un altro appuntamento per stare insieme, muoversi e vivere gli spazi della città.

Per iscrizioni e informazioni è possibile consultare il sito ufficiale dell’ASD Atletica ’99. https://www.atletica99vittuone.it/










sabato 9 maggio 2026

Videosorveglianza a Vittuone: funzionano ma non sono collegate

A Vittuone si accende il dibattito anche sul tema della videosorveglianza, ma le risposte arrivate nelle ultime settimane lasciano più dubbi che certezze.

Durante l’ultimo consiglio comunale, incalzato dalle domande, l’assessore ha dichiarato che le telecamere “sono funzionanti ma non connesse”. Un’affermazione che molti cittadini faticano a comprendere: telecamere che funzionano ma non sono collegate risultano, di fatto, inutili.


A rendere il quadro ancora più confuso è intervenuto anche un recente post della sindaca, in cui si parla di impianti “in fase di allacciamento alla rete elettrica”. Una versione che sembra entrare in contraddizione con quanto dichiarato in aula.


Non solo. La sala operativa, che solo pochi mesi fa l’assessore aveva indicato come in fase di avvio dei lavori, risulta ancora ben lontana dall’essere realizzata. Un ulteriore elemento che alimenta dubbi sulla reale operatività dell’intero sistema.


Il risultato è un cortocircuito comunicativo che lascia spazio all’ironia: telecamere funzionanti senza connessione e, allo stesso tempo, ancora da collegare alla corrente. Una situazione che qualcuno definisce “un miracolo a Vittuone”.


Al di là delle battute, resta un tema serio per la sicurezza del territorio. E tra i cittadini cresce una domanda sempre più insistente: quando si passerà finalmente dagli annunci a un sistema davvero operativo?



martedì 5 maggio 2026

Programma da 42.000 caratteri, ma è fatto con AI?

 In questi giorni, dalla sinistra, si è aperta una curiosa gara “a chi ce l’ha più lungo”: 42.000 caratteri contro molti meno del centrodestra, come se bastasse la quantità a certificare la qualità e, soprattutto, la fattibilità di quanto viene scritto.

Eppure da più parti arriva un’osservazione semplice: scrivere e promettere è facile, molto più difficile è realizzare. E infatti l’amministrazione uscente ne è un emblema: progetti rimasti sulla carta, o addirittura nei pensieri. È stato fatto poco e spesso con poco senso.


Inoltre arriva l’osservazione, molto concreta, di un cittadino: ci sono foto che non illustrano Vittuone e che sembrano palesemente fatte con AI.


E allora qui il punto cambia e il dubbio viene spontaneo:

42.000 caratteri sì… ma scritti con AI? Perché qui non è questione di lunghezza. È questione di credibilità.




venerdì 1 maggio 2026

Centro Mike Bongiorno, tra promesse e realtà: è tempo di cambiare?

A Vittuone si torna a parlare del futuro del Centro Mike Bongiorno, ma tra i cittadini il clima è tutt’altro che fiducioso. Nel nuovo programma della sindaca uscente si rilancia la riqualificazione.

Eppure, la realtà degli ultimi anni pesa: la struttura è chiusa dal 2020 e, nonostante annunci e dichiarazioni, non sono seguiti interventi concreti. Non solo: in passato l’amministrazione si era anche vantata di aver ripreso possesso delle chiavi, senza che a quel passo siano però seguiti fatti concreti.

Un immobilismo che oggi rende difficile credere a nuove promesse. Tra i residenti cresce così la sensazione che serva un cambio di passo, più che nuovi progetti sulla carta. Per molti, la priorità non è immaginare, ma dimostrare di saper realizzare.

Il dibattito resta aperto e tra i cittadini inizia a farsi strada una domanda: serve forse una guida diversa, capace di trasformare davvero le promesse in risultati concreti?

venerdì 24 aprile 2026

Uniti per fare: “Basta ipocrisia dalla sinistra

Riceviamo e pubblichiamo 

Uniti per fare: “Basta ipocrisia. Il centrosinistra promette oggi ciò che non ha saputo fare in sei anni”

Vittuone, 22/4/2026 - Uniti per fare, a sostegno della candidatura a sindaco di Elena Comerio, denuncia con fermezza la totale ipocrisia politica del programma elettorale presentato dal centrosinistra e dal sindaco uscente Bonfadini.

È inaccettabile che, dopo sei anni di amministrazione caratterizzati da immobilismo, mancanza di visione e incapacità gestionale, si prometta oggi la riapertura e la valorizzazione di spazi e strutture pubbliche che sono stati lasciati chiusi, abbandonati e dimenticati proprio da chi ora chiede nuovamente fiducia ai cittadini.

Parliamo del centro Piero Hertel, della piscina del centro sportivo Mike Bongiorno, della palazzina delle associazioni, del parco di Villa Venini: luoghi simbolo della vita sociale e culturale di Vittuone, che l’amministrazione uscente ha colpevolmente trascurato, senza mai avviare interventi concreti per il loro recupero e rilancio.

A questo si aggiunge la presentazione di un piano della viabilità che appare del tutto scollegato dalla realtà dei fatti. Come può lo stesso centrosinistra, che in sei anni non ha prodotto alcun cambiamento significativo,

pretendere oggi di disegnare la Vittuone del futuro? Con quale credibilità si parla di sviluppo e innovazione

dopo un mandato segnato dal completo immobilismo?

I cittadini meritano risposte serie, coerenza e una visione concreta per il rilancio del paese. Non bastano promesse elettorali dell’ultimo minuto per cancellare anni di inattività e occasioni perse.

Uniti per fare, con Elena Comerio sindaco, propone un progetto amministrativo fondato su competenza,

programmazione e concretezza. L’obiettivo è restituire ai cittadini spazi vivi, servizi efficienti e una Vittuone finalmente protagonista del proprio futuro.


Comunicato stampa ricevuto 





giovedì 23 aprile 2026

Nuova viabilità, caos e malumori: cittadini penalizzati da scelte tardive

A Vittuone torna al centro del dibattito la questione della viabilità, con nuove polemiche che coinvolgono residenti e automobilisti. Una situazione che, secondo molti cittadini, rappresenta l’ennesimo esempio di decisioni prese dall’attuale amministrazione senza un reale confronto con il territorio e senza una valutazione concreta delle conseguenze. 

Già nel dicembre 2024 era stato annunciato un piano di revisione della viabilità che aveva sollevato dubbi: modificare i sensi di marcia per contrastare la guida pericolosa è stato ritenuto da molti inefficace, rischiando solo di spostare il problema invece di risolverlo.

A distanza di oltre due anni, però, quel piano non è mai stato realizzato. Oggi, a poche settimane dalle elezioni, l’amministrazione interviene introducendo il senso unico in via XXV Aprile, generando nuovi disagi.

Molti residenti segnalano infatti che così i percorsi saranno più lunghi e complicati, con passaggi obbligati su vie strette come Fiume e Battisti, poco adatte a sostenere un aumento del traffico. Il risultato è un peggioramento della viabilità locale e maggiori difficoltà negli spostamenti quotidiani.

Dal fronte dell’opposizione di centrodestra arriva una critica netta: si parla di interventi tardivi, non condivisi e privi di una visione complessiva. Secondo l’opposizione, sarebbe stato necessario ascoltare prima i cittadini e intervenire con maggiore controllo del territorio. Intanto cresce il malcontento: la nuova viabilità, anziché semplificare, rischia di complicare ulteriormente la vita quotidiana dei cittadine.





giovedì 26 marzo 2026

Ricandidatura Bonfadini: Sei anni di immobilismo non si cancellano

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del centrodestra di Vittuone, firmato dai rappresentanti locali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che interviene in modo netto sulla ricandidatura a sindaco di Laura Bonfadini.

Nel testo viene espresso un giudizio fortemente critico sull’operato dell’amministrazione uscente, definita carente sotto il profilo della programmazione, della gestione dei servizi e del rapporto con la cittadinanza, sollevando dubbi anche sui tempi e sulle modalità dell’annuncio della candidatura.

Di seguito il comunicato integrale.

La notizia della ricandidatura a Sindaco di Laura Bonfadini rappresenta la continuità di un mandato segnato da una paralisi amministrativa senza precedenti.

Dopo sei anni passati nel silenzio e nell'inefficienza, Vittuone si trova oggi di fronte al tentativo di chi ha governato senza visione di chiedere una "seconda chance", arrivando peraltro a ufficializzare la corsa all’ultimo minuto, segno evidente di una coalizione fragile e di una scelta dettata più dalla necessità di occupare uno spazio politico che da un reale progetto per il paese.

Il biglietto da visita dell'amministrazione Bonfadini è sotto gli occhi di tutti: strutture comunali chiuse, servizi inefficienti e un degrado palpabile. La totale assenza di capacità programmatoria ha trasformato Vittuone in un paese fermo, dove la manutenzione ordinaria è diventata un miraggio e gli spazi di aggregazione sono rimasti chiusi a doppia mandata. Non basta gestire l'ordinario (e farlo male) per definirsi amministratori; serve una visione che in questi anni è totalmente mancata.

Assistere inoltre, a poche settimane dal voto, a un’improvvisa attività di cantiere e a piccoli interventi di facciata è un tentativo maldestro di prendere in giro i cittadini. I vittuonesi sanno distinguere tra una programmazione seria e gli "interventi spot" elettorali. Pensare di recuperare sei anni di nulla con qualche “opera” last-minute è un’offesa all'intelligenza di chi ha vissuto i disagi quotidiani di questo mandato.

In aggiunta, ciò che più ha ferito la nostra comunità è stata la totale incapacità di ascolto. L'amministrazione Bonfadini si è arroccata nel palazzo, ignorando le segnalazioni dei residenti, le istanze delle associazioni e il grido d'aiuto del commercio locale. Un sindaco che non ascolta è un sindaco che non può guidare una comunità.

Vittuone non può permettersi altri anni di incertezze e di improvvisazione. Il tempo delle scuse è finito: il paese merita una guida che sappia programmare, che tenga aperte le strutture e che, soprattutto, torni a parlare con la gente non solo quando deve chiedere il voto.

 

Bruno Sala – Fratelli d’Italia

Simone Zangrandi – Lega

Claudio Zenaboni – Forza Italia




mercoledì 18 marzo 2026

Nuova area mercato: altri lavori e altri costi. I cittadini chiedono chiarimenti

Continuano ad arrivare segnalazioni e richieste di chiarimento da parte di cittadini sulla nuova area mercato di via Milano. A far discutere è una nuova determina del Comune che aggiunge ulteriori lavori e spese al progetto.

Con la determinazione dirigenziale n. 151 del 12 marzo 2026, l’amministrazione ha infatti affidato opere stradali “migliorative” per 5.124 euro (IVA compresa) nel parcheggio del cimitero, dove dovrebbe essere trasferito il mercato.

Nel documento si legge che l’intervento si rende necessario per rimuovere lo spartitraffico all’ingresso di via Milano, così da migliorare l’accesso al parcheggio e consentire il passaggio anche ai mezzi di soccorso.

Una motivazione che sta facendo sorgere una domanda tra diversi cittadini: possibile che un problema così evidente venga individuato solo ora, quando il progetto è ormai concluso e lo spostamento del mercato è imminente?

 Criticità già segnalate

Le perplessità sull’area scelta non sono nuove. Da mesi alcuni cittadini segnalano criticità legate agli spazi, alla presenza di alberi e alla gestione degli accessi. Proprio nei giorni scorsi, infatti, sono stati tagliati anche alcuni rami bassi nell’area del parcheggio.

La rimozione dello spartitraffico sembra quindi essere l’ennesimo intervento necessario per adattare uno spazio che, secondo molti, presentava fin dall’inizio diversi limiti.

 I costi che si sommano

La nuova spesa si aggiunge ad altri interventi emersi durante i lavori:

- 1.770,08 euro per una variante progettuale legata ai servizi igienici  

- 2.020,26 euro per lo spostamento di un corpo illuminante  

- 761,28 euro per il collaudo  

- 1.243,42 euro per una perizia di variante

Con l’ultima determina si superano così i 10 mila euro di costi aggiuntivi rispetto al progetto iniziale.

 Le domande che restano

Proprio questo susseguirsi di modifiche alimenta le domande di molti cittadini:

- perché aspetti come gli accessi e la viabilità emergono solo a lavori praticamente conclusi?  

- il progetto iniziale aveva valutato davvero tutte le criticità dell’area?  

- ci saranno altri interventi prima dello spostamento definitivo del mercato?

Interrogativi che riguardano non solo i costi, ma soprattutto la programmazione di un’opera pubblica che continua ad essere oggetto di discussione in paese.



giovedì 12 marzo 2026

Mezzo milione per via Zara: ma a cosa servirà davvero?

 Prorogato fino al 31 maggio il servizio di prelievi in via Gramsci mentre la palazzina di via Zara, costata circa 500 mila euro, non è ancora operativa.

Con la delibera di Giunta n. 31 del 26 febbraio 2026, l’amministrazione comunale ha deciso di rinnovare fino al 31 maggio 2026 la concessione dell’ambulatorio medico di via Gramsci, dove vengono svolti i servizi di prelievi ematici e infermieristici di base.

La motivazione è garantire la continuità di un servizio importante per i cittadini, soprattutto per anziani e persone fragili, almeno fino all’attivazione della futura Casa di Comunità, struttura sanitaria pubblica ancora in fase di realizzazione.

Fin qui nulla da dire sulla necessità di mantenere un servizio utile alla popolazione. La questione però solleva una domanda che molti cittadini si pongono: che fine farà la palazzina di via Zara?

Negli ultimi anni l’amministrazione ha infatti deciso di ristrutturare proprio quell’edificio, con un investimento di circa 500 mila euro, con l’obiettivo di ospitare servizi sanitari di questo tipo. Una scelta che fin dall’inizio aveva suscitato diverse perplessità tra cittadini e opposizione. Il motivo era semplice: nello stesso periodo era già prevista la Casa di Comunità, struttura sanitaria destinata a offrire servizi territoriali molto simili, tra cui proprio attività ambulatoriali e infermieristiche.

Per questo in molti si chiedevano: ha senso spendere mezzo milione di euro per servizi che tra poco saranno garantiti da una struttura sanitaria pubblica?

A rendere la situazione ancora più incerta c’è il fatto che la palazzina di via Zara, che secondo le dichiarazioni dell’amministrazione avrebbe dovuto essere pronta prima dell’estate scorsa, non risulta ancora operativa.

Nel frattempo, il Comune è costretto a prorogare il servizio nell’attuale sede di via Gramsci fino al 31 maggio 2026, una data che coincide con la fine del mandato dell’attuale amministrazione.

La stessa delibera ammette che il rinnovo avviene “nelle more di attivazione dei nuovi servizi presso la Casa di Comunità”. In altre parole, lo stesso Comune riconosce che quella struttura offrirà sul territorio servizi analoghi.

Ed è proprio questo il punto: non è esattamente ciò che cittadini e opposizione sostenevano da tempo?

Se la Casa di Comunità offrirà già queste prestazioni, che ruolo avrà la palazzina di via Zara? E soprattutto: era davvero necessario spendere 500 mila euro per ristrutturarla?

Il tema diventa ancora più delicato se si guarda ad altre situazioni del paese. Il palazzetto dello sport, ad esempio, resta chiuso da tempo per mancanza di risorse per gli interventi necessari. Eppure, nel frattempo, mezzo milione di euro è stato investito in una struttura il cui utilizzo oggi appare incerto.

Il problema non è il servizio di prelievi – che tutti riconoscono come utile – ma la mancanza di una visione chiara e di una vera programmazione. Quando si amministrano risorse pubbliche servono scelte coerenti e capacità di pianificazione.

Altrimenti il rischio è quello che molti cittadini oggi percepiscono: soldi pubblici spesi senza una strategia chiara per il futuro dei servizi del territorio.

E mentre il mandato amministrativo si avvia alla conclusione, una domanda resta aperta:
che cosa diventerà davvero la palazzina di via Zara?



giovedì 5 marzo 2026

Piscina chiusa dal 2020: a Vittuone lo sport resta dietro ai cancelli

A Vittuone c’è una domanda che, più di altre, continua a riaffiorare nelle conversazioni tra cittadini: che fine ha fatto la piscina comunale? Dal 2020 il palazzetto dello sport – con piscina, palestra e campo da basket – è chiuso e, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, il quadro non sembra essere cambiato. Dopo oltre cinque anni di mandato della sindaca Laura Bonfadini, la riapertura appare ancora lontana, quasi sospesa in un tempo indefinito.

In questi anni si sono susseguite dichiarazioni, ipotesi, accenni a possibili partenariati e a soluzioni allo studio. Tuttavia, anche secondo quanto riferito dai consiglieri di opposizione, non risulterebbero atti ufficiali o iter amministrativi formalmente avviati per riportare in funzione la struttura. L’unico passaggio concreto rimasto agli atti è la spesa di circa 70 mila euro per rientrare in possesso delle chiavi dell’impianto, presentata allora come un risultato significativo. Oggi, però, quelle chiavi non sembrano aver riaperto alcun cancello.

In Consiglio comunale era stata indicata dalla stessa sindaca la necessità di circa 800 mila euro per interventi propedeutici alla riapertura. Una cifra certamente importante, che avrebbe potuto rappresentare un punto di svolta. Si è invece scelto di non percorrere quella strada, lasciando spazio a scenari alternativi di cui, ad oggi, non vi è evidenza concreta.

Nel giugno 2025 l’assessore Angelo Poles dichiarò alla stampa che l’iter per la riapertura era stato ultimato. Si parlava di un lungo percorso di progettazione e confronto ormai giunto alla fase finale e dell’intenzione di portare la proposta ufficiale in Consiglio comunale prima della pausa estiva per l’approvazione definitiva. Evidentemente, però, quel passaggio non si è concretizzato: l’estate è passata, poi l’autunno e l’inverno, e ora che ci si avvicina alla primavera la situazione appare sostanzialmente immutata.

Nel frattempo, a ridosso della tornata elettorale, vengono impegnati circa 650 mila euro per il rifacimento dei campi da calcio nell’area sportiva adiacente. Scelte legittime, come ogni decisione amministrativa. Eppure, osservando l’insieme, qualche interrogativo sul disegno complessivo emerge. Anche perché diversi cittadini segnalano come la pista di atletica presenti segni evidenti di ammaloramento e richiederebbe interventi non più procrastinabili.

Si interviene su un settore mentre un altro rimane fermo; si annunciano cifre ma non si vede un cronoprogramma; si evocano progetti senza che emerga con chiarezza una visione d’insieme. La sensazione, diffusa e trasversale, è che sia mancata una programmazione organica dell’intero comparto sportivo. Forse sarebbe servito uno sguardo più ampio, capace di coordinare risorse e priorità all’interno di un piano strutturato, evitando che una struttura pubblica rimanesse chiusa per anni mentre i costi continuano a gravare sulla collettività.

La questione, però, va oltre lo sport. Riguarda l’idea di comunità che si vuole costruire. Una piscina aperta, un palazzetto funzionante, una pista sicura non sono soltanto impianti: sono luoghi di aggregazione, crescita e benessere. Investire in questi spazi significa investire nel futuro del paese.

Le elezioni ormai vicine offrono ai cittadini l’opportunità di riflettere su quale modello amministrativo possa garantire non solo annunci, ma scelte chiare, tempi certi e una visione concreta del fare. Perché Vittuone ha tutte le potenzialità per tornare ad avere un polo sportivo pienamente operativo: serve una direzione capace di trasformare le intenzioni in risultati e di guardare oltre l’orizzonte immediato, con un progetto ampio e coerente per gli anni a venire.



venerdì 27 febbraio 2026

PGT in extremis: adozione oggi, incertezze domani

Negli ultimi giorni diversi cittadini ci hanno interpellato in merito alla questione del PGT, tornata al centro del dibattito politico dopo le recenti notizie e le dichiarazioni del vicesindaco Marcioni, secondo cui il nuovo Piano di Governo del Territorio “mette al centro la persona” e porterà “più verde” a Vittuone.

È doveroso però fare chiarezza su un punto fondamentale: questa amministrazione, ormai a fine mandato, forse porterà in Consiglio comunale soltanto l’adozione del PGT. Non l’approvazione definitiva. Un passaggio non secondario, perché significa che l’iter resterà incompiuto e che la responsabilità di concluderlo – con tutte le possibili conseguenze tecniche e amministrative – ricadrà sulla prossima amministrazione, quella che uscirà dalle elezioni del 24 maggio. Un’eredità pesante, che potrebbe tradursi in un rallentamento o addirittura in un blocco di alcune attività.

La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: com’è possibile che dopo quasi sei anni di governo del paese si arrivi agli ultimi due mesi di mandato per portare in adozione delle variazioni al PGT? Variazioni che vengono presentate come un grande successo politico, ma che in realtà sembrano limitarsi ad adeguamenti normativi e alla sistemazione di alcune situazioni pregresse.

Per quanto riguarda il tanto annunciato “più verde”, è bene precisare che non si tratta di aree strappate al cemento o di nuove demolizioni per restituire spazi alla comunità. Le aree indicate come verdi, in larga parte, sono già oggi verdi e con ogni probabilità lo sarebbero rimaste anche senza questa variante. Parlare di svolta epocale appare quindi quantomeno eccessivo.

Resta poi da chiarire cosa significhi, concretamente, un PGT “che guarda alla persona”. Se l’obiettivo era davvero mettere al centro i cittadini, questo avrebbe dovuto riflettersi nell’azione amministrativa degli ultimi cinque anni. E invece Vittuone si ritrova con strutture chiuse, come la piscina comunale: una struttura per la quale il Comune ha sostenuto costi per rientrarne in possesso e che oggi continua a pesare sulle casse pubbliche pur restando inutilizzata, deteriorandosi mese dopo mese.

Nel frattempo i servizi aumentano di costo – e non da oggi, ma dal prossimo settembre – lasciando un’ulteriore eredità alla prossima amministrazione. Un’amministrazione davvero attenta alle persone avrebbe dovuto investire nel recupero e nella riapertura delle strutture, nel contenimento dei costi per le famiglie, nella cura del decoro urbano, nella pulizia e nell’efficienza dei servizi. Elementi che molti cittadini, oggi, faticano a riconoscere nel paese.

Alla luce di tutto questo, l’operazione PGT appare più come un intervento di facciata, utile a costruire una narrazione positiva in vista dell’imminente appuntamento elettorale, che come una vera pianificazione strategica per il futuro di Vittuone. Fa inoltre riflettere il fatto che, per arrivare a questo risultato, si sia reso necessario incaricare un assessore esterno al paese, scelta che solleva interrogativi anche sul coinvolgimento e sulla valorizzazione delle competenze locali.

Il 24 maggio i cittadini saranno chiamati a esprimersi. E forse, al di là degli slogan, sarà proprio l’esperienza concreta di questi cinque anni a orientare la loro valutazione su quale direzione dovrà prendere Vittuone nel prossimo futuro.



venerdì 20 febbraio 2026

Centrodestra già al lavoro, nel centrosinistra restano le incognite

Con la certezza – notizia di poche ore fa – che le elezioni si svolgeranno il 24 e 25 maggio, il quadro politico locale inizia a delinearsi con maggiore chiarezza, almeno sul fronte del centrodestra. La coalizione, infatti, ha già indicato il proprio candidato sindaco nella figura della dottoressa Elena Comerio e sta lavorando in modo strutturato sia alla definizione del programma sia alla costruzione della squadra che dovrà accompagnarlo.

Una scelta che, secondo molti cittadini, va nella direzione giusta: dare tempo agli elettori di conoscere persone, idee e proposte, valutandole senza affanni né decisioni dell’ultimo minuto. «È corretto – si sente dire in paese – che chi si candida governi il tempo, non lo subisca».


Diversa, al momento, appare la situazione nel campo del centrosinistra. Finora il dibattito pubblico si è concentrato soprattutto sulle critiche e sugli attacchi alle scelte del centrodestra, mentre risultano meno visibili proposte alternative concrete o una visione chiara per il futuro del Comune. D’altronde questa legislatura è stata caratterizzata da incertezza e poca concretezza.


Ed è proprio su questo punto che molti cittadini iniziano a porsi alcune domande. La prima riguarda il sindaco uscente: Bonfadini intende davvero ricandidarsi, come riportato da alcuni organi di stampa, oppure – come si vocifera in paese e probabilmente in qualche segreteria politica  – si starebbe valutando una sua messa da parte per evitare una nuova esposizione elettorale potenzialmente difficile?


Si tratta di interrogativi che non nascono dalla polemica politica, ma dal confronto quotidiano tra cittadini, nei bar, nelle piazze e nelle associazioni. Domande legittime che attendono risposte chiare, soprattutto da chi oggi amministra il Comune.


Perché se è vero che la campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo, è altrettanto vero che trasparenza e chiarezza sulle intenzioni future rappresentano un atto di rispetto verso l’elettorato. E su questo terreno, al momento, le differenze tra gli schieramenti iniziano a farsi notare.

mercoledì 11 febbraio 2026

Pasti a domicilio per gli anziani: aumenti decisi e conto salato da Settembre 2026

Precisiamo che quanto riportiamo sotto non sono bugie o falsità come qualcuno scrive ma atti pubblici votati dalla Giunta Bonfadini. Come sempre riportiamo atti pubblici o vostre segnalazioni non ci inventiamo nulla.

A seguito delle verifiche fatte grazie alle vostre richieste, vi informiamo che dopo mensa scolastica e pre/post scuola, la Giunta Bonfadini interviene anche sul servizio di pasti a domicilio per le persone anziane, approvando aumenti rilevanti che scatteranno da settembre 2026, come stabilito dalla delibera di Giunta n. 166 del 27 novembre 2025.

Per il periodo gennaio–giugno 2026 le tariffe restano uguali a quelle del 2025, ma l’amministrazione ha già programmato incrementi significativi per tutte le fasce ISEE, lasciando anche questa volta l’aumento in eredità alla prossima amministrazione.

Il confronto è chiaro: ecco quanto aumentano i pasti

Fascia ISEE 4 – da 0 a 5.840 €

  • fino a giugno 2026: 2,26 € a pasto
  • da settembre 2026: 3,55 € a pasto
    ➡️ +1,29 € a pasto (+57%)

Fascia ISEE 3 – da 5.840,01 a 9.000 €

  • fino a giugno 2026: 2,82 € a pasto
  • da settembre 2026: 4,27 € a pasto
    ➡️ +1,45 € a pasto (+51%)

Fascia ISEE 2 – da 9.001 a 12.577,61 €

  • fino a giugno 2026: 3,39 € a pasto
  • da settembre 2026: 4,98 € a pasto
    ➡️ +1,59 € a pasto (+47%)

Fascia ISEE 1 – oltre 12.577,61 €

  • fino a giugno 2026: 4,51 € a pasto
  • da settembre 2026: 6,40 € a pasto
    ➡️ +1,89 € a pasto (+42%)

Aumenti netti, generalizzati, che colpiscono anche le fasce più fragili, senza distinzione.

Particolarmente grave è il ruolo del vicesindaco Marcioni, assessore ai servizi sociali e alla persona, che dovrebbe garantire attenzione e tutela verso anziani soli e in difficoltà. Invece, anche in questo caso, la scelta è quella di far pagare di più, anziché rafforzare il sostegno.

Per molte persone anziane il pasto a domicilio non è un servizio accessorio, ma un aiuto essenziale alla vita quotidiana. Aumentarne il costo significa rendere più difficile restare autonomi e dignitosamente a casa propria.

Questa è l’ennesima dimostrazione di una politica fatta di parole e annunci, ma di scelte concrete che vanno tutte nella stessa direzione:

👉 più costi, meno attenzione sociale.

L’eredità della Giunta Bonfadini è ormai chiara: a pagare sono sempre i cittadini più deboli



domenica 8 febbraio 2026

Mensa scolastica: nessun taglio, solo aumenti. Questa è l’eredità della Giunta Bonfadini

 

Per mesi ci hanno raccontato che i prezzi sarebbero stati rivisti e il servizio reso più equo.

Dopo le vostre richieste abbiamo fatto le opportune verifiche e vi informiamo che la realtà, purtroppo, è un’altra: nessuna riduzione e un aumento già deciso, che colpirà le famiglie a partire dal prossimo anno scolastico.

Con la delibera di Giunta n. 166 del 27 novembre 2025, l’amministrazione Bonfadini ha confermato per il periodo gennaio–giugno 2026 le stesse tariffe già applicate nel 2025.

Ma anche per la mensa scolastica il vero nodo riguarda gli aumenti già decisi che scatteranno da settembre 2026, e che interesseranno tutte le fasce ISEE.

Fascia ISEE 4 – da 0 a 5.840 €

  • fino a giugno 2026: 3,65 € a pasto
  • da settembre 2026: 3,84 € a pasto
    ➡️ +0,19 € a pasto (+5%)

Fascia ISEE 3 – da 5.840,01 a 8.000 €

  • fino a giugno 2026: 5,17 € a pasto
  • da settembre 2026: 5,44 € a pasto
    ➡️ +0,27 € a pasto (+5%)

Fascia ISEE 2 – da 8.000,01 a 12.577,61 €

  • fino a giugno 2026: 5,97 € a pasto
  • da settembre 2026: 6,27 € a pasto
    ➡️ +0,30 € a pasto (+5%)

Fascia ISEE 1 – oltre 12.577,61 €

  • fino a giugno 2026: 6,09 € a pasto
  • da settembre 2026: 6,40 € a pasto
    ➡️ +0,31 € a pasto (+5%)

Aumenti uniformi per tutte le fasce, già decisi dall’attuale amministrazione e rimandati nel tempo, ma destinati a pesare direttamente sulle famiglie.

Un aumento che scatterà dopo la fine della legislatura, prevista per la primavera 2026.

Una scelta che lascia il segno e che rappresenta, a tutti gli effetti, l’eredità della Giunta Bonfadini alla prossima amministrazione e, soprattutto, alle famiglie di Vittuone.

E pensare che, solo poco tempo fa, dalla maggioranza arrivavano dichiarazioni molto diverse.

Il vicesindaco Marcioni, che spesso richiama l’attenzione ai temi sociali, e l’assessore all’istruzione Francesca Ceriani, che più volte ha parlato di sostegno alle famiglie, avevano affermato che la mensa era troppo cara e che fosse necessario rivedere le fasce ISEE e le tariffe.

Nulla di tutto questo è stato fatto.

Le fasce ISEE non sono state rimodulate, nonostante un emendamento dell’opposizione presentato lo scorso anno proponesse proprio un adeguamento più equo.

In quell’occasione, dalla maggioranza si sostenne che la fascia 1 comprendesse nuclei considerati economicamente più forti.

Una valutazione che, nei fatti, include famiglie con un ISEE di poco superiore ai 12.500 euro.

Famiglie che, secondo questa impostazione, devono pagare senza alcuno sconto.

Infatti, lo sconto del 10% sul secondo figlio non si applica alla fascia 1: chi supera di poco la soglia ISEE e ha più figli si trova a sostenere il costo pieno.  Alla faccia dell’aiuto alle famiglie.

Il messaggio che arriva è chiaro:

niente revisione delle fasce, nessuna maggiore equità e aumenti già programmati, rinviati nel tempo ma certi.

La mensa scolastica è un servizio essenziale, non un lusso.

Le famiglie di Vittuone meritano rispetto, trasparenza e coerenza, non annunci che restano sulla carta e decisioni che vanno nella direzione opposta.

Perché, ancora una volta, a pagare sono sempre le stesse famiglie.



giovedì 5 febbraio 2026

Pre e post scuola: aumenti già decisi. Questa è l’eredità della Giunta Bonfadini

Dopo le vostre richieste abbiamo fatto le opportune verifiche. Sul servizio di pre e post scuola emergono scelte che vanno tutte nella stessa direzione: nessun alleggerimento dei costi e aumenti già decisi, rinviati nel tempo e lasciati in eredità alla prossima amministrazione.

Con la delibera di Giunta n. 166 del 27 novembre 2025, l’amministrazione guidata dalla sindaca Bonfadini ha fissato le tariffe del servizio per il 2026, con aumenti generalizzati da Settembre 2026

Pre e post scuola: ecco quanto aumentano le tariffe da settembre 2026

Confronto costi mensili (pre + post scuola)

Fascia ISEE 3 – da 0 a 5.840 €

  • fino a giugno 2026: 42,25 €
  • da settembre 2026: 46,48 €
    ➡️ +4,23 € al mese (+10%)

Fascia ISEE 2 – da 5.840,01 a 12.577,61 €

  • fino a giugno 2026: 46,48 €
  • da settembre 2026: 51,12 €
    ➡️ +4,64 € al mese (+10%)

Fascia ISEE 1 – oltre 12.577,61 €

  • fino a giugno 2026: 50,00 €
  • da settembre 2026: 55,00 €
    ➡️ +5,00 € al mese (+10%)

Aumenti chiari, scritti nero su bianco, che entreranno in vigore dopo la fine della legislatura, prevista per la primavera 2026. Ancora una volta, una scelta politica che rinvia il conto al futuro, ma lo rende certo per le famiglie.

Anche su questo fronte tornano alla mente le tante dichiarazioni sul tema del sociale e del sostegno alle famiglie.

Il vicesindaco Marcioni, che spesso richiama l’attenzione alle politiche sociali, e l’assessore all’istruzione Francesca Ceriani, che più volte ha parlato di attenzione ai bisogni delle famiglie, oggi risultano protagonisti di scelte che vanno in tutt’altra direzione.

Le fasce ISEE non vengono riviste, nonostante da tempo si parli della necessità di renderle più eque.

Chi supera di poco la soglia dei 12.500 euro di ISEE viene collocato nella fascia più alta e chiamato a pagare il massimo, senza correttivi significativi.

Il risultato è sempre lo stesso:

costi in aumento, regole più rigide e famiglie che si trovano a dover fare i conti con decisioni già prese.

Pre e post scuola sono un servizio di supporto importante per molte famiglie che lavorano.

E proprio per questo meriterebbero scelte più attente, coerenti e condivise.

Perché, ancora una volta, a pagare sono sempre le stesse famiglie.





lunedì 2 febbraio 2026

Bilanci, mutui e propaganda: quando gli slogan non bastano

 

Nei giorni che precedono il Natale l’amministrazione Bonfadini affida a Facebook il racconto della propria azione politica. Il 19 dicembre la sindaca annuncia con soddisfazione l’estinzione anticipata di 16 mutui comunali, per un’operazione da oltre 1,1 milioni di euro che – a suo dire – rafforzerebbe i conti del Comune e permetterebbe di investire di più, ogni anno, nella qualità dei servizi e nella “cura di Vittuone”. Pochi giorni dopo, il 24 dicembre, arriva il post sul Bilancio di Previsione 2026: priorità chiare, sociale e scuola, manutenzione del territorio, scelte “serie e concrete” per difendere i servizi essenziali e rispondere alle necessità della comunità.

Parole rassicuranti, slogan ben confezionati, ma che purtroppo non trovano riscontro nei fatti. Perché se davvero sociale e scuola fossero al centro dell’azione amministrativa, oggi non ci troveremmo a commentare l’ennesima esclusione di famiglie dai servizi educativi di base.

Il servizio di pre e post scuola, ad esempio, non è stato attivato in tutti i plessi: prima perché – viene detto – non si sarebbe raggiunto il numero minimo di iscritti, poi perché in altri casi si sarebbe addirittura superato il numero massimo. Una contraddizione che lascia spazio a una sola domanda: dov’è l’aiuto concreto alle famiglie? Dov’è quella attenzione al sociale tanto sbandierata nei comunicati e nei post?

L’amministrazione si vanta di aver attivato un servizio, ma solo quando questo risulta economicamente vantaggioso. E allora viene spontaneo chiedersi se l’obiettivo sia davvero rispondere ai bisogni della comunità o semplicemente far tornare i conti e poterlo raccontare sui social. Il sociale non può essere trattato come una voce di bilancio da attivare solo se conveniente: è una responsabilità politica e morale.

Abbiamo ascoltato in passato dichiarazioni accorate, persino commosse, da parte del vicesindaco Marcioni sul tema del sociale. Ma oggi, nei fatti, dove si è tradotto tutto questo? E le risorse che la sindaca dice di destinare al sociale, dove sono finite? Nei post o nella vita quotidiana dei cittadini?

Prima di accusare altri di fare propaganda, l’amministrazione Bonfadini dovrebbe fermarsi ad ascoltare davvero i cittadini che si stanno lamentando. Se non credono alle critiche che arrivano dall’opposizione o dalla società civile, escano dal palazzo comunale, parlino con le famiglie, con i genitori che ogni giorno fanno i conti con servizi mancanti o insufficienti. Perché la distanza tra la propaganda e la realtà, a Vittuone, sta diventando sempre più evidente.